Decreto Montagna, OIPA: “In arrivo in Senato oltre 53mila firme per fermare la caccia”
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FONTE FOTO: ASSOCIAZIONE OIPA
Dopo l’approvazione in Senato del “ddl Montagna”, l’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) prende posizione con fermezza contro l’introduzione di modifiche a danno della fauna selvatica e in favore dell’attività venatoria.
Approvato definitamente il 10 settembre e in attesa di essere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale per diventare legge a tutti gli effetti, il Decreto mira a contrastare lo spopolamento e a promuovere lo sviluppo delle aree montane in Italia, ma introduce purtroppo nuove concessioni all’attività venatoria.
L’OIPA sottolinea, infatti, che è stato cancellato il divieto di caccia per un raggio di mille metri sui valichi montani, aggirando la legge 157/92, che ne vieta appunto l’attività venatoria per tutelare le rotte di migrazione dell’avifauna. Ma non è tutto, perché il decreto montagna stabilisce anche il numero di lupi, su base regionale, che potranno essere abbattuti annualmente.
“Constatiamo con rammarico che la politica ha scelto di favorire una minoranza degli italiani dedita all’eliminazione della fauna selvatica per passatempo, ignorando la volontà dei cittadini – che sono la stragrande maggioranza – schierati apertamente contro la caccia e che chiedono maggiori tutele per la fauna selvatica e l’ambiente (così come della sicurezza)” dichiara Massimo Comparotto, Presidente OIPA Italia.
Parla chiaro infatti il successo della proposta di legge di iniziativa popolare per l’abolizione della caccia, che l’OIPA ha promosso e sottoscritto insieme ad altre associazioni: in pochissimo tempo è stata raggiunta e superata la soglia delle 50 mila firme (ad oggi sono oltre 53 mila). Proprio nei prossimi giorni verrà depositata in Senato.
“Il legislatore deve necessariamente rispettare la volontà popolare che, sulla base di un sondaggio europeo, indica che ben l’ 83% degli italiani che vive in aree rurali è contrario alla caccia” conclude Comparotto.