Artù corre ancora. Ma per quanto tempo?
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Artù corre nel bosco in silenzio. Si muove tra gli alberi con passo leggero, il naso al vento, le orecchie tese.
Questo è il suo mondo: la foresta, il branco, la libertà.
Da quasi estinti a simbolo di rinascita
Per più di un secolo i lupi sono stati cacciati, avvelenati e sterminati. Negli anni '70, in Italia ne restavano poche centinaia, rifugiati sugli Appennini.
Poi la protezione legale ha cambiato tutto.
Oggi nei Paesi dell'Unione Europea vivono circa 23.000 lupi, quasi il doppio rispetto a poco più di dieci anni fa. In Italia, secondo il monitoraggio nazionale ISPRA, sono circa 3.300, tra Alpi e Appennini.
È una delle più grandi storie di ritorno della natura in Europa. Ma rischia di non avere un lieto fine.
Tra il 2024 e il 2025 il lupo è stato declassato da specie "rigorosamente protetta" a specie "protetta": prima dalla Convenzione di Berna, poi con la modifica della Direttiva Habitat approvata dal Parlamento Europeo.
In Italia, a gennaio 2026, è arrivato in Gazzetta Ufficiale il decreto che apre la strada a piani di abbattimento regionali, con un tetto nazionale fino a 160 lupi. Associazioni come WWF e OIPA l'hanno definita una scelta politica, non scientifica.
Il pericolo è reale
Oltre alle nuove regole, il lupo deve ancora affrontare minacce di sempre:
Bracconaggio e avvelenamenti.
Nella primavera del 2026 più di una decina di lupi sono stati trovati morti avvelenati nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. Le analisi hanno confermato la presenza di pesticidi nelle esche.
Perdita di habitat.
Strade, cemento e boschi frammentati riducono lo spazio per vivere e spostarsi.
Conflitti con le attività umane.
Eppure, secondo i dati citati dal WWF, i lupi sono responsabili di una parte minima delle perdite di bestiame, e la maggior parte degli attacchi colpisce greggi senza recinzioni elettrificate o cani da guardiania. Prevenire funziona meglio che abbattere.

Immagine illustrativa
Perché abbiamo bisogno dei lupi
Il lupo non è un nemico: è un custode dell'equilibrio naturale.
Regola le popolazioni di cinghiali, cervi e caprioli, evitando che crescano senza controllo.
Mantiene sani gli ecosistemi, perché seleziona gli animali più deboli o malati.
Protegge la biodiversità: dove torna il lupo, i boschi si rigenerano e altre specie ritrovano spazio.
Quando un lupo scompare, la natura perde un pezzo del suo equilibrio.
Il patto di Artù
Artù rappresenta tutti quei lupi che meritano di vivere liberi:
di correre senza paura, di esistere senza essere perseguitati.
Per questo abbiamo creato il bracciale Artù. È un piccolo segno da portare al polso, e un impegno concreto: il 20% di ogni bracciale Wild Pact viene donato a OIPA, che con la campagna Stop Caccia si batte ogni giorno contro il bracconaggio e per la tutela della fauna selvatica.

Ogni bracciale è un patto. Ogni patto salva una vita.
Il futuro dei lupi dipende anche da noi.
