Romania, orsa uccisa dopo l’aggressione a un motociclista italiano. OIPA: “Prevenire e reprimere comportamenti umani incauti”
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FONTE FOTO: ASSOCIAZIONE OIPA
L’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali) apprende con profondo rammarico la notizia dell’abbattimento dell’orsa ritenuta responsabile dell’aggressione in cui ha perso la vita il motociclista italiano Omar Farang Zin, in Romania.
Secondo le autorità locali, l’animale è stato abbattuto per “eliminare un pericolo imminente” per le persone che si trovano nella zona. In base alle prime ricostruzioni, l’orsa si trovava con i propri cuccioli al momento dell’incontro con l’uomo, che – sempre secondo quanto riportato dai media – si sarebbe avvicinato per filmare e dare da mangiare agli animali. Questo, nonostante l’area sia disseminata di cartelli di avviso che vietano di avvicinarsi o dare da mangiare agli animali selvatici. Nello specifico, in Romania sono presenti numerosi cartelli che avvisano la presenza di orsi e forniscono istruzioni su come comportarsi in caso di incontro, evitando il contatto diretto – specialmente quando sono presenti cuccioli.
“La tragedia avvenuta in Romania in questi giorni riaccende i riflettori sulla “questione orsi” e sulla necessità di svincolarsi da una gestione esclusivamente repressiva della fauna selvatica”, commenta Massimo Comparotto, Presidente OIPA Italia. “Sopprimere un’orsa che probabilmente stava semplicemente difendendo i propri piccoli è una risposta sbrigativa, cruenta e inefficace al problema della convivenza tra essere umano e grandi carnivori. Questa vicenda dimostra, come nel caso del Trentino, il bisogno di una maggiore regolamentazione dell’accesso in determinate zone in certi periodi dell’anno, e di una maggiore informazione agli escursionisti sulle zone dove vi è la probabilità d’imbattersi in grandi carnivori”.
L’OIPA auspica che tragedie come questa non diventino pretesto per intensificare gli abbattimenti, ma occasione per promuovere una convivenza più equilibrata e rispettosa con la fauna selvatica.